tumori da amianto in aumento nel Lodigiano

I tumori da amianto fanno ancora paura. E i casi continuano ad aumentare. A dirlo sono i dati dell’Asl che ha avviato l’osservatorio “Lodi lavoro salute sicurezza”. Dal 2004 al 2009 i casi di tumore pervenuti all’Azienda sanitaria sono stati 64. In questi giorni l’Azienda sanitaria ha intenzione di rilanciare la campagna per lo smaltimento dell’amianto. Nel Lodigiano, nel 2008, sono stati 4.163 i metri cubi di asbesto smaltito, ma il dato è sottostimato. «In molti – spiega Eugenio Ariano, responsabile del dipartimento prevenzione e sicurezza nei luoghi di lavoro – magari fanno gli interventi, ma non ci chiamano per evitare problemi. Così il censimento va a rilento». In ragione dell’osservatorio il servizio di Ariano ha fatto ripartire tutti i piani di gestione degli altri tumori professionali. Nel Lodigiano a essere tenuti sotto controllo sono il settore chimico e farmaceutico, le industrie meccaniche, circa 1.075, quelle che lavorano plastica e gomma (178), 174 imprese che trattano il legno, poi le 6 cave del territorio, l’edilizia, i trasporti e il settore auto. Nell’ambito dei tumori professionali, che causano soprattutto tumori a polmone e vescica e leucemie, il sommerso è ampio. La statistica nazionale parla del 4 per cento circa di tutti i nuovi casi di tumore. Solo per quanto riguarda il cancro al polmone, nel Lodigiano questi superano i 200. Il totale dei tumori professionali indagati (ma non ancora definiti) è di 48 dal 2001 al 2009, 26 nell’industria meccanica, 13 nel chimico farmaceutico, 3 in edilizia, 2 nei trasporti, 3 nel settore auto. Molti di meno rispetto a quelli provocati dalle sole fibre di amianto prima del 2002, anno in cui il materiale considerato finalmente cancerogeno venne messo al bando.«Il discorso da fare è complesso – spiega Ariano -. Per quanto riguarda l’amianto sui 64 casi pervenuti, molti ex dipendenti dell’Enel che usava l’amianto come isolante termico, 16 hanno rifiutato di farsi intervistare dall’Asl e quindi per loro non è stato possibile dire se effettivamente il loro mesotelioma era legato o no al lavoro. In 35 casi, invece, il collegamento è risultato certo. Solo 19 però hanno voluto procedere con la denuncia per il riconoscimento della malattia professionale. A partire dal 2009 quando nel Lodigiano ci sono ricoveri per tumore al polmone e alla vescica, se il sospetto è di correlazione con l’attività lavorativa, veniamo chiamati per completare l’indagine». L’osservatorio Asl sta incominciando a funzionare. Pochi giorni fa si è tenuto il primo incontro del comitato direttivo, vogliamo muoverci sul versante della formazione e dell’offerta dei servizi per il mondo del lavoro locale». L’Asl ha dato il via, intanto, al piano igienistico industriale. «Si tratta di selezionare gli impianti produttivi per vedere se entrano ancora nel ciclo dei materiali cancerogeni e in base a questo definire i parametri da osservare. Dalle indagini su coloro che lavorano con l’asfalto abbiamo stabilito che se si osservano determinate regole gli inquinanti assimilati dagli addetti sono uguali a quelli respirati dai cittadini di una metropoli. Interessante anche il lavoro sulla silicosi prodotta nelle cave per la presenza di silice cristallina. Abbiamo stabilito che nonostante le sabbie usate fossero piene di silice, questa non veniva inalata: essendo cristallina e pesante restava al suolo. Adesso dovremo lavorare sulle nostre 174 falegnamerie, per capire se i residui dei legni duri considerati cancerogeni per i seni paranasali e le vie aeree sono nel limite consentito». Un altro settore d’intervento riguarderà le industrie di plastica e gomma e gli Ipa, cioè gli idrocarburi policiclici aromatici prodotti dai fumi. Per quanto riguarda il settore farmaceutico, nei giorni scorsi sotto i riflettori per l’incidente alla Baerlocher, Ariano non ha dubbi. «Negli ex dipendenti di questo impianto che lavoravano principalmente il cadmio e venivano sottoposti periodicamente a controlli di sangue e urine – dice – non abbiamo mai riscontrato casi di tumore. Non sempre, quindi, la presenza di un cancerogeno in fabbrica vuol dire esposizione a cancerogeno».

Cristina Vercellone    http://edicola.ilcittadino.it/edicola/Articoli/2010/02/10/LOD3-r.asp?Data=10/02/2010&Pagina=11

 

tumori da amianto in aumento nel Lodigianoultima modifica: 2010-02-10T07:35:25+01:00da officinafuturo
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