QUE VIVA SPARTACUS

 mar, 02 feb @ 09:43
 
I MANDARINI E LE OLIVE NON CADONO DAL CIELO
Pubblicato in:: Numero670-10
 
In data 31 gennaio 2010 ci siamo riuniti per costituire l´Assemblea dei lavoratori
Africani di Rosarno a Roma.

Siamo i lavoratori che sono stati obbligati a lasciare Rosarno dopo aver rivendicato i nostri diritti. Lavoravamo in condizioni disumane. Vivevamo in fabbriche abbandonate, senza acqua né elettricità. Il nostro lavoro era sottopagato.

Lasciavamo I luoghi dove dormivamo ogni mattina alle 6.00 per rientrarci solo la sera alle 20.00 per 25 euro che non finivano nemmeno tutti nelle nostre tasche.

A volte non riuscivamo nemmeno, dopo una giornata di duro lavoro, a farci pagare.

Ritornavamo con le mani vuote e il corpo piegato dalla fatica.

Eravamo, da molti anni, oggetto di discriminazione, sfruttamento e minacce di tutti i generi.

Eravamo sfruttati di giorno e cacciati, di notte, dai figli dei nostri sfruttatori.

Eravamo bastonati, minacciati, braccati come le bestie…prelevati, qualcuno è sparito per sempre.

Ci hanno sparato addosso, per gioco o per l´interesse di qualcuno. Abbiamo continuato a lavorare.

Con il tempo eravamo divenuti  facili bersagli. Non ne potevamo più.

Coloro che non erano feriti da proiettili, erano feriti nella loro dignità umana, nel loro orgoglio di esseri umani.

Non potevamo più attendere un aiuto che non sarebbe mai arrivato perché siamo invisibili, non esistiamo per le autorità di questo paese.

Ci siamo fatti vedere, siamo scesi per strada per gridare la nostra esistenza.

La gente non voleva vederci. Come può manifestare qualcuno che non esiste?

Le autorità e le forze dell´ordine sono arrivate e ci hanno deportati dalla città perché non eravamo più al sicuro. Gli abitanti di Rosarno si sono messi a darci la caccia, a linciarci, questa volta organizzati in vere e proprie squadre di caccia all´uomo.

Siamo stati rinchiusi nei centri di detenzione per immigrati. Molti di noi ci sono ancora, altri sono tornati in Africa, altri sono sparpagliati nelle città del Sud.

Noi siamo a Roma. Oggi ci ritroviamo senza lavoro, senza un posto dove dormire, senza i nostri bagagli e con i salari ancora  non pagati nelle mani dei nostri sfruttatori.

Noi diciamo di essere degli attori della vita economica di questo paese, le cui autorità non vogliono né vederci né ascoltarci. I mandarini, le olive, le arance non cadono dal cielo. Sono delle mani che li raccolgono.

Eravamo riusciti a trovare un lavoro che abbiamo perduto semplicemente perché abbiamo domandato di essere trattati come esseri umani. Non siamo venuti in Italia per fare i turisti. Il nostro lavoro e il nostro sudore serve all´Italia come serve alle nostre famiglie che hanno riposto in noi molte speranze.

Domandiamo alle autorità di questo paese di incontrarci e di ascoltare le nostre richieste:  domandiamo che il permesso di soggiorno concesso per motive umanitari agli 11 africani feriti a Rosarno, sia accordato anche a tutti noi, vittime dello

sfruttamento e della nostra condizione irregolare che ci ha lasciato senza lavoro, abbandonati e dimenticati per strada.

Vogliamo che il governo di questo paese si assuma le sue responsabilità e ci garantisca la possibilità di lavorare con dignità.

 
 

 il testo è tratto da “operai contro”

 

l’Alcatel azienda che si occupa di informatica da tempo licenzia e chiude fabbriche per mandarle ovunque ma non qui; ha chiuso la fabbrica a Maddaloni, a Frosinone 450 a casa, a Battipaglia 200 a casa, a Rieti–ha anche deciso di passare la palla alla Meditec passando anche un po’ di produzione che alcuni “caporali” organizzano in nero pagando 25 euro/giorno a soli disoccupati con sussidio, quindi iscritti alle liste, che ovviamente lavorano e non parlano–fanno gli schiavi come i fratelli neri di Rosarno–finalmente la cosa è stata scoperta e le solerti forze di polizia/carabinieri/finanza sono costrette ad intervenire–dato che i padroni si comportano come gli aguzzini dei campi di concentramento è necessario ritornare alla storia di Spartacus

QUE VIVA SPARTACUSultima modifica: 2010-02-02T12:54:00+01:00da officinafuturo
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