DADADA, la vera rivoluzione…….

Andrè Breton disse:
” E’ impossibile sapere dove e quando ebbe nascita DADA. Questo nome che a uno di noi piacque dargli ha il vantaggio d’essere perfettamente equivoco. Il cubismo fu una scuola di pittura, il futurismo un movimento politico: DADA è uno stato d’animo..”
(in Litterature , maggio 1920).

Proprio da questa sostanza immateriale occorre partire per avvicinare le ragioni e le applicazioni dada, non può e non deve essere ridotto ad una precisa fisionomia artistica, ma è un atteggiamento, un moto di repulsione verso le strutture dell’arte, ma soprattutto della società, non solo verso le “sovrastrutture”.
Un modo di essere prima che un modo di fare, qualcosa che risiede nelle condizioni spirituali dell’individuo che agisce con l’impulso e la coscienza della straordinarietà e dell’inutilità di ciò che compie (il dadaismo produce l’anti-arte).

Il nichilismo è il cardine di tutte le sue manifestazioni, l’argomento peculiare dello status dadaista, proprio perchè la tendenza fondamentale che tutto avvolge e tutto ricopre, si orienta all’annullamento di ogni valore, motivo che agisce a ritroso sulle stesse iniziative dadaiste, che non possono accettare alcun dogmatismo e quindi nemmeno un’imposizione di non -costruzione.
In quest’ottica , VOLUTAMENTE priva di fondamenta solide, è giustificato tanto il fare quanto il non fare, essendo entrambi indifferenti.
Si negano i valori costituiti, la logica della società e della filosofia occidentali, la loro stessa esistenza , in nome di una tabula rasa che porta il dadaista ad essere una specie di primo uomo, dotato di una utopica spontaneità, proclamata dallo stesso Tzara (fondatore del movimento) nel manifesto del 1918, dove è chiaramente espressa la volontà distruttiva del movimento.
L’AZZERAMENTO – IL PUNTO ZERO
La negazione dada è: Dubbio – presa di distanza – urto senza utopia – dissociazione ironica – negazione non dialettica che non rimane impigliata in ciò che nega.
Cosa è tutto questo se non un atto politico….?!

Zurigo dà il battesimo al movimento, la città in piena prima guerra mondiale si trasforma in punto di raccolta di rifugiati politici.
Confluiranno uomini di estrazioni tra le più variegate: Hugo Ball obiettore di coscienza,  cabarettisti, filosofi, poeti, letterati e si ritrovano lì con un comune denominatore: rifiutarsi di trovare una logica alla devastazione umana che si stava manifestando, il dada nega la realtà, agisce contro la storia.
Credo sia il primo vero movimento che NON SIA MAI MORTO, continua a respirare nei decenni sotto altre forme di negazione; oggi la consapevolezza globale del contemporaneo obbliga ad una revisione forte in questa direzione.
Dada possiede il pensiero eversivo insito nella ribellione più autentica quella che rifiuta con coscienza e consapevolezza, la presa di coscienza dell’ uomo di fronte all’inevitabile tracollo definitivo che il sistema capitalistico contemporaneo stesso sta determinando e per ritrovare la strada…camminerò all’inverso retrocedendo verso l’origine…da da da.


DADADA, la vera rivoluzione…….ultima modifica: 2010-01-19T22:16:14+01:00da officinafuturo
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