NUCLEARE E CAORSO:AGGIORNAMENTI

 

Diffuso ieri dal presidente della Federazione dei Verdi l’elenco dei siti idonei a ospitare le nuove centrali nucleari tra cui c’è anche Corso, centrale nucleare spenta dal referendum del 1986 e attualmente in fase di“decommissioning“ (smantellamento). Si tratta di  un dossier consegnato da Enel al ministro delle Attività produttive Claudio Scajola in cui si individuano inoltre Montalto di Castro (Viterbo), Borgo Sabotino (Latina), Garigliano (Caserta), Trino Vercellese (Vercelli), Oristano, Palma (Agrigento) e Monfalcone (Gorizia). Enel ha smentito, ma domenica sera in tv su La 7 l’ad di Enel Fulvio Conti aveva affermato: «personalmente i siti li ho già in testa».

«Sono i giochetti di certi ambientalisticommenta il parlamentare lodigiano Andrea Gibelli (Lega nord) presidente della commissione Attività produttive della Camera -, i criteri per l’individuazione delle centrali seguono un iter che non stabilisce localizzazioni puntuali ma macroaree ad esclusione: a una centrale nucleare servono approvvigionamento idrico e rete di distribuzione, perché sono impianti che non possono essere spenti in breve tempo e devono poter distribuire la loro energia. E proprio per questa loro caratteristica di continuità servono al fabbisogno di base delle Nazioni. Utilizzando uranio, disponibile in 100 Paesi, svincolano anche dalla dipendenza dai combustibili fossili. Tornando ai criteri, il governo, per una questione di costi, e non tecnica, ha inserito anche la sismicità. Non prestiamoci a chi vuole fare terrorismo dimenticando tutte le centrali di seconda generazione che circondano l’Italia e dalle quali acquistiamo elettricità. Le nostre centrali saranno di terza, un milione di volte più sicure, e su questi impianti vigilano organismi sovranazionali».

Per il sindaco di Caorso Callori la mappatura era attesa per febbraio, apprenderla dalla stampa, e in questo modo, è stato grave. A Caorso l’amministrazione comunale ritiene che un impianto in Pianura padana possa essere escluso «sia per la densità di popolazione, sia per la diminuzione di portata del Po, che è anche molto vicino al sito di Caorso, a favore di altre localizzazioni, ad esempio vicino al mare. Anche perché per le nuove centrali si parla di gruppi da 1.600 megawatt l’uno». Il vecchio “Arturo” ne produceva appena la metà, cioè la stessa potenza della centrale in costruzione a Turano-Bertonico.

Enel nel suo sito ufficiale ricorda che le centrali nucleari non producono gas serra.

Nella notte tra domenica e lunedì due treni di barre di combustibile nucleare (uranio arricchito) hanno lasciato la centrale di Caorso in direzione di Le Hague, in Normandia, per il riprocessamento del combustibile, in totale 1.032 barre che secondo i piani di Sogin entro il 2010 dovrebbero essere rimosse dalla centrale piacentina, separata dal Lodigiano solamente dal Po. E’ il quattordicesimo carico di combustibile partito da Caorso. I convogli non sono transitati per il Lodigiano ma per Piacenza e l’Oltrepò Pavese. A occuparsi delle barre di combustibile, per le quali in Italia, a causa delle proteste della popolazione, non è mai stato individuato un sito di stoccaggio finale, è la società francese Areva, sulla base di un contratto firmato nel 2007, pochi mesi prima della partenza del primo carico da Caorso, che prevede il trasporto, il trattamento e il condizionamento del combustibile nucleare esaurito delle ex centrali di Caorso (190 tonnellate), Trino (32) e Garigliano (13). Il trattamento punta a separare quella parte del combustibile già irraggiato che abbia ancora un valore commerciale, che rimarrà in carico ad Areva, mentre la restante parte (definita “rifiuto finale” nel contratto) dovrà rientrare in Italia non oltre il 31 dicembre 2025. A Le Hague esiste anche un sito di stoccaggio delle scorie delle centrali nucleari francesi, circa 50, che nel 2006 aveva suscitato le polemiche di Greenpeace per la contaminazione delle acque di falda, con un livello medio di radioattività di 750 bequerels/litro contro i 100 previsti dalla normativa europea per l’acqua potabile. Da Caorso, altre 270 tonnellate di rifiuti “a bassa attività” sono in partenza per la Svezia, in base a un contratto da 6,6 milioni di euro siglato in estate tra Sogin e Studsvik. Anche questo materiale, dopo il trattamento, dovrà tornare in Italia.

sunto da Il Cittadino 9.12.2009


 

 

 

 

 

NUCLEARE E CAORSO:AGGIORNAMENTIultima modifica: 2009-12-09T09:50:42+01:00da officinafuturo
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