LA CELEBRAZIONE DELLA LUCERTOLA

svegliati, non ti puoi ricordare dove è stato-si è fermato il sogno? il serpente era di oro pallido verniciato e contratto-avevamo paura di toccarlo, le lenzuola erano calde morte prigioni-ora corri allo specchio, guardati-non posso vivere attraverso ogni tua mossa lenta, lascia che la mia guancia scivoli sulla piastrella liscia giù fresca, per sentire il buono fresco pungente sangue, i lisci serpenti della pioggia

una volta avevo un gioco, strisciare e tornare al cervello, credo che capisce qual è il gioco, si chiama impazzire-dovresti provare questo gioco, chiudi i tuoi occhi e dimentica il tuo nome, il mondo la gente-è un gioco che diverte, non puoi che vincere, ci sono anch’io, stiamo attraversando dall’altra parte

profondamente nel cervello, profondamente dove non c’è dolore e la pioggia cade sul paese, nellabirinto di ruscelli, sotto la tranquilla sinistra presenza di nervosi abitanti delle gentili colli intorno-rettili abbondanti,  fossili sotterranei, altitudini di aria fresca

ogni casa ripete una salmodia, finestre abbassate, il carro delle bestie chiuso a chiave contro la mattina-e ora dormendo, tappeti silenziosi specchi vuoti, polvere cieca sotto i letti delle coppie che si feriscono tra le lenzuola-le figlie dall’aspetto rispettabile, con occhi di desiderio nei loro capezzoli

aspettate, qui c’è stata una strage…..domani enteremo nella città della mia nascita, vorrei essere pronto

Jim Morrison

LA CELEBRAZIONE DELLA LUCERTOLAultima modifica: 2009-11-29T10:40:09+01:00da officinafuturo
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