DOMENICA 22 NOVEMBRE

LA CRISI

la paghino i padroni, i ricchi, i borghesi, noi abbiamo già dato, adesso tocca a loro!

 

LOR SIGNORI, dalle loro stanze del potere economico e politico, ieri ci hanno detto che la crisi c’è, l’altro ieri che era solo un fattore psicologico, oggi ci dicono che il peggio è superato, l’unica cosa che si capisce è che vogliono farla pagare a noi!Noi la crisi la stiamo pagando, e molto duramente, in termini di disoccupazione, cassa integrazione, precarietà del poco lavoro che c’è, incertezza per il futuro.

Lor signori aprono il giornale e vanno a vedere nelle pagine economiche per controllare se le loro azioni sono salite o meno. Noi, se ancora abbiamo i soldi per comprarlo, apriamo il giornale e guardiamo nelle pagine delle inserzioni se, per puro caso, c’è qualcuno che assume. SONO DUE PUNTI DI VISTA DIVERSI.

In mezzo, perlomeno pensano di essere collocati lì, ci stanno quelli che vivono le stesse nostre miserie, ma hanno sempre pensato che a loro non tocca, loro sono capaci, loro meritano, loro sono destinati a fare carriera, loro stanno sempre dalla parte del padrone e del governo che, passata la crisi, fra qualche mese, avranno di fronte un fulgido avvenire. Anche loro sul giornale guardano come vanno le azioni, ma non le loro, perché non ne hanno o ne hanno poche e ormai svalutate, ma passata la crisi…

 NELLA PROVINCIA DI LODI

  • i disoccupati hanno raggiunto la dimensione del dieci per cento
  • Le ore di Cassa integrazione, in un anno, sono aumentate del 915%
  • le ore di Cassa integrazione straordinaria, quella che spesso rappresenta l’anticamera del licenziamento,  sono aumentate del 3985%. QUASI 40 VOLTE.

NEL RESTO D’ITALIA LE COSE VANNO ANCHE PEGGIO

 

CI AVEVANO DETTO CHE PER DIFENDERE L’OCCUPAZIONE

o        dovevamo garantire la competitività delle imprese

o        quindi aumentare la produttività del lavoro, cioè il nostro sfruttamento

o        i salari dovevano restare dentro i limiti dell’inflazione programmata, cioè diminuire.

o        dovevamo andare in pensione più tardi

 

ERANO TUTTE BUGIE

  • la competitività fra le imprese è stata scaricata sui lavoratori che sono diventati concorrenti fra loro, ovviamente al ribasso. Meno salario, meno diritti, meno tutela sull’ambiente di lavoro, più precarietà, più malattie professionali, più povertà, più disoccupazione, più disperazione, più razzismo.
  • Continuiamo a crepare di lavoro e di malattie professionali
  • i ricchi sono diventati più ricchi e i poveri sono di più e più poveri
  • L’occupazione è diminuita assieme ai salari e ai servizi sociali.
  • Il valore reale delle pensioni è diminuito alla pari di quello dei salari.

SE NON VOGLIAMO PAGARE ANCORA NOI DOBBIAMO RIVENDICARE PIU’ LAVORO, PIU’ SALARIO E PIU’ SERVIZI, COSTRUIRE UNA PIATTAFORMA TERRITORIALE E SOSTENERLA CON LA LOTTA, UNIRCI A TUTTI GLI ALTRI LAVORATORI PER COSTRUIRE UNA PIATTAFORMA NAZIONALE PERCHE’

  • PER USCIRE DALLA CRISI BISOGNA COMINCIARE A METTERE IN CRISI QUESTO SISTEMA !
  • PERCHE’ NON LA PAGHINO I PIU’ DEBOLI BISOGNA COMINCIARE A FAR PAGARE LA CRISI A CHI L’HA PROVOCATA!

PRESIDIO ORGANIZZATO 

LODI DOMENICA 22 NOVEMBRE DALLE 9.00 ALLE 12.00 PIAZZA CASTELLO

COORDINAMENTO PER LA LOTTA CONTRO IL PRECARIATO E LA DISOCCUPAZIONE L  O  D  I

aderiscono fra gli altri all’iniziativa:SLAI COBAS provinciale  LODI, RDB-CUB provinciale LODI Rappresentanza Sindacale Unitaria INPS Lodi Fabrizio Gerlanzani  RSU ABB Adda

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

  

DOMENICA 22 NOVEMBREultima modifica: 2009-11-19T01:05:00+01:00da officinafuturo
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Un pensiero su “DOMENICA 22 NOVEMBRE

  1. Non discuto i contenuti. Condivido il punto di vista ed il succo del discorso. Ma se non riusciamo a fare un salto di qualità nelle modalità di comunicazione, nelle analisi, nella maniera in cui descriviamo il nostro immaginario, se non riusciamo a ridefinire il nostro progetto e a raccontarlo in modo avvincente, se non riusciamo più ad appassionare, se non… allora restano solo le seghe mentali e verbali, cose dette e ridette che non pesano più su nulla. Se non riusciamo più ad appassionare è perchè non siamo più appassionati… Questo linguaggio non spiega più nulla perchè fa parte di un mondo che non esiste più. E’ come se qualcuno s’intestardisse nel continuare a parlare latino là dove questa lingua non viene più usata da nessuno… Gli immaginari collettivi sono cambiati e, se è con essi che vogliamo interagire, ne dobbiamo comprendere i significati, l’immaginario, le modalità, le mutazioni sociali repentine e le modificazioni altrettanto rapide di costumi, comportamenti, modalità linguistiche e,soprattutto, degli immaginari collettivi. Finiamola con queste cose per gli addetti ai lavori e ricominciamo a farci capire. Finchè continueremo a comunicare solo tra noi, resteremo solo tra noi… La solitudine è una brutta cosa.

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