Crocefisso? Falso problema!

Non voglio entrare del merito della giustezza o meno dell’esposizione di un simbolo.

Quello che mi chiedo è quanto di quello che il crocefisso simboleggia venga messo in pratica da chi (politici in prima fila) è diventato paladino della sua esposizione nei luoghi pubblici, tanto da arrivare ad avere atteggiamenti violenti ed intransigenti (es. La Russa). La parte politica che ha varato la legge Bossi-Fini, la più accanita assertrice della difesa dell’affermazione delle nostre origini, sa di avere promosso un provvedimento che di cristiano ha ben poco? Perchè gli strenui difensori dei vescovi li ignorano, se non addirittura li attaccano, quando le loro prese di posizione diventano scomode? (vedi il caso del direttore di Avvenire vittima di un’azione che si potrebbe definire, per le sue modalità, di stampo mafioso).

Nessuno si chiede cosa ci stia dietro questo uso strumentale di un simbolo? A cosa serve esporre un crocefisso quando alle spalle di questa rappresentazione non ci sta un comportamento coerente con quello che esso rappresenta? La Chiesa dovrebbe preoccuparsi forse, più che della sua esposizione o meno, del fatto che dietro ciò non ci sia nulla, non ci siano comportamenti coerenti, non ci sia quello che questa immagine rappresenta. Perchè il simbolo diventa il fine e non il mezzo, diventa strumentalizzazione di un simulacro ignorando ciò che in realtà significa. L’identità non è determinata da rappresentazioni ma da comportamenti. Onestà e coerenza: questo è quanto manca.

Crocefisso? Falso problema!ultima modifica: 2009-11-18T10:42:00+01:00da officinafuturo
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