LE UVE DELL’IRA–STEINBECK

Se un uomo possiede una piccola proprietà, questa si trasforma in lui. Un padrone di una proprietà che può guardare, percorrere, lavorare, essere contento quando la pioggia la bagna, si identifica con essa ed è tanto grande quanto lo è la proprietà; anche se le cose non vanno bene egli ha la grandezza della sua proprietà. Anche quando il padrone non può toccare la sua proprietà, non la vede, non ci sta sopra, lo stesso egli si identifica con essa: è padrone. La proprietà si immedesima nell’uomo ed è più forte di lui; così lo vedono gli altri padroni. La sua proprietà è più grande di lui ed egli diventa servitore della proprietà…E’ il tempo della grande crisi degli anni trenta, in Oklahoma la famiglia Joad si trasferisce, come molti diseredati e falliti, in Texas e poi California cercando migliori condizioni di vita e attraversando strade, paesi, ingiustizia e violenza…

E’ anche il nostro tempo, abbiamo il dovere di denunciare come fece Steinbeck e anche di lottare insieme agli altri oppressi contro i padroni per costruire un ordine nuovo.

LE UVE DELL’IRA–STEINBECKultima modifica: 2009-11-17T10:25:57+01:00da officinafuturo
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Un pensiero su “LE UVE DELL’IRA–STEINBECK

  1. la proprietà è un miraggio; una illusione; non siamo proprietari di nulla; usiamo semplicemente le cose chi più chi meno; in questo ‘usare’ è il problema. Come si usano correttamente le cose’ ? Chi propone una soluzione più utile??? Chi???????
    un saluto dall’Arcanave

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