il MAXXI

Il Maxxi (museo arte XXI secolo) di Roma viene definito: nave, ufo di cristallo, spazio ondulante…è la realizzazione di un progetto pensato 10 anni fa la cui costruzione è iniziata nel 2003 e sarà finita l’anno prossimo, è già costata 1250000 ore di lavoro, 150 milioni di euro più stanziamenti odierni. E’ una grande costruzione di vetro-cemento-acciaio che i politici illuminati della unificata borghesia italiana hanno affidato alla architetta Zaha Hadid, il risultato è un insieme di volumi pesanti, casseri assemblati con vetrate aggettanti, i cui pavimenti in resina assicurano la tenuta (un altro esempio della stessa architetta è annegato al primo monsone tropicale) insieme a pareti falsamente marmoree. I resoconti delle riviste specializzate descrivono le particolari tecnologie utilizzate per le colate a pressione, il cemento additivato, la smerigliatura dei cristalli: evidentemente i beceri pennivendoli sono rimasti all’età della pietra grezza. La struttura del complesso è solo in parte movimentata all’interno da finte modanature a soffitto a raccordo con tratti di carenature di cemento, il resto è composto da grandi scatolati comunicanti.

E’ questa l’espressione del grande progetto architettonico unito alla ricerca di nuove e avanzate tecnologie della costruzione museale interattiva? Bello schifo. Ma quello che viene pavoneggiato è solo il contenitore ovvero la forma, e l’importanza del contenuto ovvero il merito? Certo l’esempio di Chandigarh o del Palazzo dei Venti di Le Corbusier e Novicki si situano in un tempo abbandonato e in una regione (l’India) da colonizzare anche culturalmente, il valore di quel pensiero progettuale fu però sostanzialmente asservito al bisogno dell’innalzamento del pensiero culturale nella sua intierezza e ai bisogni di miglioramento delle condizioni di vita di una parte di popolo già al di fuori dal legame con la gleba. Del resto cosa aspettarci se solo i grandi? nomi vengono osannati nonostante così spesso i loro prodotti siano semplicemente un appaesantimento inutile per l’ambiente che noi viviamo; gli esempi di Piano, Kenzo, Calatrava, Gehry, Isozaki sono intorno a noi.

il MAXXIultima modifica: 2009-11-17T12:22:00+01:00da officinafuturo
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