CHI HA PAURA DEI CENTRI SOCIALI?

Certamente chi ha paura della Cultura, soprattutto chi teme una cultura diversa dalla propria.
I fondamentalisti italici sono scesi in campo, anche a livello locale. La paura del “diverso” fà di tutta un’erba un fascio: da chi parla una diversa lingua, a chi ha la pelle di un altro colore, ma anche chi porta tatuaggi, piercing, chi veste in modo trasandato o porta i capelli da rasta, chi pratica una vita fuori dai canoni convenzionali, chi è diverso e basta. Ma chi li combatte, li conosce? Chi parla di “rischio Leoncavallo” (mi riferisco a una lettera di un leghista apparsa recentemente in questa rubrica) c’è mai stato a visitarlo, a vedere di persona cosa produce, quale esperienza trentennale stanno vivendo le persone che lo frequentano? Si parla di “rischio” forse perchè il Leoncavallo, come il Conchetta (sgombrato recentemente dalla fondamentalista giunta milanese), come tanti altri centri di Milano e città d’Italia in realtà producono eventi artistici e musicali, contengono biblioteche e centri di documentazione, fanno corsi gratuiti di alfabetizzazione per stranieri, corsi professionali (sempre gratuiti), attività solidali sul territorio. Sono strutture aperte (a differenza delle menti di chi non li vuole) che si relazionano con le realtà nelle quali sono inseriti.
Il portatore sano di fazzoletto verde lo sa che i Centri Sociali pagano regolarmente l’affitto dei locali che occupano, che l’accesso è libero per tutti e che non hanno assolutamente tessere o iscritti? Lo sa che alcuni membri del Leoncavallo, hanno costituito da anni una comunità che opera per il reinserimento nella società di minori detenuti e ciò avviene proprio nel nostro territorio e precisamente a Lambrinia? Lo sa che nella mensa del centro sociale vengono distribuiti pasti gratuiti a chi non può permetterseli? Lo sa che le persone in stato di difficoltà vengono aiutate mediante un sistema di mutuo soccorso? Questi sono solo piccoli esempi.
Ma a chi non conosce la democrazia essi danno fastidio. Non vuole che vi sia un’opposizione all’individualismo, alla coercizione del lavoro, al dissenso, non vuole che vi siano solidarietà e scambio tra culture diverse. Pratiche “altre”, non allineate all’ideologia imperante, potrebbero generare conoscenza, sapere, coscienza ed intelligenza collettiva, pratiche di vita autonome, non consumistiche, non controllabili e quindi non riconducibili ad un modello unico, unidirezionale, statico, addirittura ormai morto, in putrefazione… La Cultura, la conoscenza sono da combattere perchè generano coscienza e rispetto tra i popoli. La presa di posizione “anti-centro sociale” è puramente ideologica, un abuso di potere nei suoi confronti perchè tale, perchè è, appunto, un Centro Sociale. Lo dimostrano la confusione e le falsità contenute nella lettera (da prendersi come esempio di arroganza imperante) sopra citata. Il rispetto, la tolleranza, il confronto implicano soprattutto conoscenza, sensibilità, disponibilità ed esperienze di vita realmente vissute, relazione con lo sconosciuto. Chi usa gli strumenti della democrazia deve starne alle regole, in una logica collettiva e di rispetto delle scelte differenti dalle proprie.
Ma chi gira in doppio petto magari anche col fazzoletto verde nel taschino è veramente lontano da questa dimensione.
Il fondamentalismo di religioni e nazioni frequentemente attaccati da pensatori e politici è di fatto la connotazione che spesso caratterizza chi queste critiche le pone.
Il Centro Sociale è il bisogno di una parte della società che, anche se non è maggioranza, ha diritto comunque di esprimersi autonomamente.
Come per l’immigrazione, che nasce da un bisogno, la soppressione, la compressione di fenomeni spontanei non potranno far altro che generarne l’esplosione, con conseguenze più gravi di quelle che si avrebbero permettendone lo sfogo.
Ma l’arguzia non è certo dote insita nella classe dominante, politica e non solo.

Articolo dell’Officina pubblicato su “Il Cittadino” del 28 gennaio 2009

CHI HA PAURA DEI CENTRI SOCIALI?ultima modifica: 2009-01-28T22:29:00+01:00da officinafuturo
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