Se questo NON è un uomo

Non ho parole, come si fa a reprimere l’istintiva violenza contro questi imbecilli?  Dal Cittadino di oggi:

Il raid di ignoti antisemiti nelle stesse ore di un’iniziativa della Fiamma tricolore contro il caro mutui 

Scritte infami nel giorno della memoria 
 

Simboli e slogan antisemiti sporcano la giornata della memoria. Proprio in coincidenza della ricorrenza della liberazione dei prigionieri di Auschwitz da parte degli Alleati, il 27 gennaio, i muri di Lodi sono stati imbrattati con croci uncinate e frasi contro gli ebrei. Un gesto che nessuno ha rivendicato. Gli autori rimangono per ora ignoti, ma indaga la Digos.

(continua nei commenti) 

Se questo NON è un uomoultima modifica: 2008-01-28T10:50:00+01:00da officinafuturo
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Un pensiero su “Se questo NON è un uomo

  1. Nella mattinata di sabato, invece, giovani della Fiamma tricolore hanno appeso una cinquantina di fantocci per le vie del capoluogo. Sul petto degli impiccati un’unica richiesta: mutuo sociale, per garantire a tutti il diritto alla casa. Un manichino anche all’ingresso di palazzo Broletto. Così dal comune, l’assessore alle politiche sociali Silvana Cesani ha reagito: «Non nego che l’emergenza abitativa sia un problema ma bisogna riconoscere che si stanno anche facendo molti sforzi, con azioni mirate per ridurre il disagio». Risveglio fitto di sorprese per i lodigiani. Nel fine settimana appena trascorso, hanno ritrovato palazzi, ingressi delle sedi di partito e facciate imbrattate con svastiche e frasi contro gli ebrei (come «Juden raus», in via Rossetti, davanti alla sede dei Comunisti Italiani). Altrettanto inquietanti, ma a fin di bene, secondo gli organizzatori, i manichini appesi ai principali incroci e presso alcune istituzioni, per iniziativa della Fiamma tricolore. «L’obiettivo era quello di colpire l’attenzione dell’opinione pubblica, con metodi diretti e poco convenzionali. L’importante era dare vita ad azioni non violente. Come abbiamo già fatto con l’incursione in consiglio comunale», ha fatto sapere Simone Schiavi, segretario cittadino della Fiamma. Con tale intenzione, verso le tre del mattino di sabato, una decina di auto con militanti di estrema destra ha posizionato pupazzi sulle scalinate del comune, in viale Milano, davanti alla sede Bpl e in tanti incroci della città per suggerire una soluzione al diffuso disagio abitativo. «Vogliamo fare conoscere la nostra proposta, che darebbe a tutti il diritto a un tetto. Si chiama mutuo sociale. E consiste nell’ottenere una casa con una rata che non supera un quinto del reddito. Ovviamente per favorire questa operazione dovrebbero essere messe a disposizione risorse dallo Stato e dagli enti locali», ha continuato Schiavi, con il coordinatore provinciale della Fiamma Emanuele Savini.

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