COME IN UN FILM

Nella fiction 007 agente speciale di sua maestà ha licenza di uccidere (per sostenere gli interessi dei suoi superiori); stiamo vivendo un tempo reale nel quale quelle che sono chiamate “forze dell’ordine” hanno licenza ampia di cancellare i diritti, anche quello della vita (in Italia la legge Reale è ancora in vigore, il ministro dell’interno che al tempo di Genova 2001 era capo del governo difende sempre e comunque l’operato dell’apparato poliziesco, il capo del governo promette ai cittadini della val Susa che se non stanno buoni se la vedranno di nuovo con la polizia).

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COME IN UN FILMultima modifica: 2007-11-27T10:15:00+01:00da officinafuturo
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  1. Nella fiction 007 agente speciale di sua maestà ha licenza di uccidere (per sostenere gli interessi dei suoi superiori); stiamo vivendo un tempo reale nel quale quelle che sono chiamate “forze dell’ordine” hanno licenza ampia di cancellare i diritti, anche quello della vita (in Italia la legge Reale è ancora in vigore, il ministro dell’interno che al tempo di Genova 2001 era capo del governo difende sempre e comunque l’operato dell’apparato poliziesco, il capo del governo promette ai cittadini della val Susa che se non stanno buoni se la vedranno di nuovo con la polizia).

    Per noi il ricordo più marcato è per la “macelleria messicana” di Genova 2001 e l’uccisione di Carlo Giuliani, ma dopo altro è successo: la cancellazione giudiziaria per la repressione brutale delle manifestazioni a Napoli del 2000, l’uccisione di Aldrovandi, di Bianzino, di Sandri ed anche all’estero si fa altrettanto così in GranBretagna l’uccisione di Charles de Menezes è ormai un classico per la polizia: pendolari fate attenzione nel rincorrere il treno con borsa o zaino, siete dei sospetti.

    Di sospetto in sospetto non solo nelle grandi città ma anche nei paesi diventa sospettabile chi ha la faccia diversa (arabo,slavo, nero) chi si veste diverso (povero) chi pensa diverso (anarchico, comunista) chi non è catechizzato (ateo, gay, lesbica); la cassa idiota della tv imperversa in ogni dove spandendo sottocultura e informazione standard/precostruita…noi viviamo già nel regime della democrazia limitata/finita.

    I governanti statunitensi e loro alleati dicono di portare la democrazia nel mondo e lavorano per la pace in Afghanistan e in Iraq; infatti è visibile quale pace e democrazia siano presenti in Sudan, Cecenia, Palestina, Egitto, Kuwait, Libano….e gli stessi governanti dicono dei “paesi canaglia” che sono terroristi e possiedono armi di distruzione di massa, ma non è forse vero che i paesipadroni del g8 quelle armi le hanno già usate? e che differenza cìè nel portare distruzione di persone e cose a Falluja, Nablus, Grozny, Kabul, Bagdad, Pancevo, Beograd oppure a Madrid, Londra, NewYork?

    Non c’è differenza in entrambi i casi è terrorismo

    I governi degli stati padroni fanno in modo che il potere permanga nelle mani dei nuovi imperatori e consolidano i sistemi lobbisti che attraversano gli stati ma non si configurano con essi; gli eserciti che portano la guerra costruiscono il potere della classe imperialista sulle classi subalterne, altro che democrazia

    E’ falso che noi classi popolari apparteniamo per nascita ad uno stato interclassista in realtà i nostri diritti sarebbero gli stessi di ogni persona ma i nostri interessi e bisogni di sviluppo culturale-sociale-economico sono limitati di fronte all’esercizio del potere da parte di chi governa per conto delle classi padrone.

    Che significato può avere sentirsi italiano o europeo? io sono certo differente per storia, cultura, tradizioni da un cinese, africano ma ho e voglio avere solo gli stessi diritti universali di chiunque cileno, indiano, filippino al quale io non farò mai guerra e al quale voglio che nessuno faccia guerra.

    Che la nostra lotta sia contro il terrore della guerra e che sappia vedere bene in faccia chi sono i terroristi, perchè con la ragione di classe occorre saper vedere e conoscere e padroneggiare le scienze e lo sviluppo per il benessere collettivo; ho ragione di ritenere che il benessere collettivo non passa attraverso gli interessi dei governanti, nemmeno di quelli del mio paese.

    Per questo non mi sento esattamente italiano

    Francesco

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