CHI C’E’ DIETRO LA DOMUS PROJECT?

Anteprima nuova lettera per Il Cittadino 

Parliamo ora del Boss della  Domus, la società che si occupa dell’operazione, ossia Gianfranco Montanari, di quali siano i suoi pregressi in qualità di ex amministratore pubblico in palese conflitto di interessi e di quanto ci stia dietro il sopra citato progetto. Andiamo un briciolo indietro nel tempo per capire la vera natura dello scempio ipotizzato. Parliamo di un insediamento, l’iper macello Cremonini, approvato da Montanari quando era il sindaco in carica di Ospedaletto e che per il quale “ottenne” la commissione della realizzazione dell’opera (si, perchè Montanari era sindaco e costruttore… che coincidenza). Ciò che ha dichiarato in merito alla futura realizzazione di Happyland è la copia esatta di quanto disse in relazione all’insediamento di Cremonini; posti di lavoro, indotto, un bene per il Lodigiano… “Io amo Ospedaletto” era il suo motto nelle ultime elezioni comunali. Tanto che, non rieletto, si è dimesso dalla carica di consigliere perchè all’opposizione. Un grande amore. In realtà che affari si possono fare all’opposizione? A distanza di anni possiamo tranquillamente smentire ogni sua affermazione. Posti di lavoro: quasi tutti precari affidati ad agenzie interinali, con turni massacranti ed orari impossibili, un indotto che riguarda solamente esalazioni periodiche maleodoranti e un processo pendente per frode alla comunità europea oltre a dover rispondere della morte di alcune persone che avevano consumato, nell’est europeo, la carne in scatola prodotta da Montana (vedi servizio sul caso trasmesso tempo fa da Report – Rai 3). Ovviamente non poteva che sollevare la demagogia dei posti di lavoro, miraggio che non incanta più nessuno, soprattutto chi di precariato ci vive, ci sopravvive o ci muore. Dopo aver letto la descrizione di cosa dovrebbe divenire il progetto Happyland preferirei una discarica: farebbe molto meno schifo. E non abbiamo certo bisogno di altri supermercati, outlet, ipermercati e quant’altro, vista la densità di centri commerciali sul nostro territorio. Il paese delle fiabe descritto dal costruttore diverrebbe in realtà, insediato nelle nostre zone, un incubo perenne, una fabbrica degli orrori, una fucina di malessere, tranne che per il proprio portafogli. Perchè non chiamiamo Happyland col suo vero nome: SPECULAZIONE EDILIZIA. Vista l’inutilità delle attività elencate solo di quest’ultima si può parlare. E’ come voler far entrare un elefante in un monolocale di 40 mq con parquet volendo far credere che mettendogli le pattine quest’ultimo non si rovinerà e che l’animale farà vita comoda in un habitat per lui naturale. Il lodigiano non è un Monopoli; in esso vivono famiglie, realtà umane e non numeri o esclusiva possibilità di monetizzazione. Tre anni di lavori vedrebbero arricchirsi i signori delle costruzioni (dei quali il sig. Montanari fa parte). E dopo? Come eredità caos, traffico, rumore, smog e tutto quanto un indotto imprevedibile ci potrebbe portare. Non c’è proprio mai limite al peggio. A parte l’insostenibilità del progetto, per la sua inutilità, la dimensione e quindi l’inevitabile impatto distruttivo che avrebbe sul nostro territorio vi è anche una diffidenza che si deve avere nei confronti dei progetti che il costruttore va proponendo. In fatto di cattedrali nel deserto, chi conosce la storia di Ospedaletto degli ultimi quindici anni, amministrato da chi l’amava, sa benissimo di che si tratta. Chissà poi se l’avesse invece odiato!

CHI C’E’ DIETRO LA DOMUS PROJECT?ultima modifica: 2007-10-22T23:10:00+02:00da officinafuturo
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